Danni da cinghiali e fauna selvatica in Calabria: cosa fare per l'indennizzo

In Calabria i danni da fauna selvatica sono un'emergenza. A chi rivolgersi, come documentare il danno e perché il fascicolo aggiornato fa la differenza.
Per molti agricoltori calabresi i cinghiali sono diventati un problema quotidiano. In Calabria si stimano circa 300 mila cinghiali, e il numero reale potrebbe essere più alto. Ai danni sulle colture si aggiungono quelli di lupi e istrici.
Quanto pesano i danni
Nel solo 2023 le richieste di indennizzo hanno raggiunto circa 1,7 milioni di euro per la Regione Calabria, 500 mila euro per il Parco del Pollino e un milione per il Parco della Sila. I tempi dei risarcimenti restano il problema principale.
A chi si chiede l'indennizzo
Dipende da dove si trova il terreno danneggiato:
- nelle aree degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) gli indennizzi sono erogati dagli stessi ATC;
- nei parchi nazionali e regionali si rivolge la domanda all'ente parco;
- negli altri casi la competenza è della Regione.
Moduli, termini e documenti cambiano da ente a ente: è il primo punto da verificare.
Come documentare il danno
- fotografa subito il danno, con data e posizione, prima di ogni intervento sul terreno;
- indica foglio e particella colpiti e la coltura presente;
- presenta la richiesta nei termini previsti dall'ente competente;
- conserva tutto: fatture di semina, impianto, recinzioni.
Il fascicolo aziendale aggiornato è la prova che quella coltura, su quella particella, era tua. Senza, la richiesta è più debole.
Prevenire conviene
Recinzioni e sistemi di difesa possono rientrare negli investimenti finanziati dai bandi regionali per le aziende agricole. Quando escono bandi utili, li pubblichiamo nella sezione Bandi Regione.


